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Casa Ippaso è un appartamento situato all’interno di un palazzo dei primi del ’900, caratterizzato da murature portanti ed elementi architettonici che hanno rappresentato il punto di partenza dell’intero intervento di ristrutturazione. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’architetto Dario Salamone, nasce dalla volontà di innovare gli spazi rispettandone al tempo stesso l’identità originaria, adattandoli alle esigenze e al gusto contemporaneo dei proprietari.
Il dialogo tra passato e presente si riflette fin dall’ingresso nella scelta delle boiserie in gesso, reinterpretate attraverso una tonalità grigio taupe desaturata, capace di mantenere un legame con il carattere storico dell’appartamento senza rinunciare a un linguaggio più attuale. A creare continuità tra tutti gli ambienti è il parquet con posa a spina francese, utilizzato come unico sfondo visivo dell’intera casa.
L’intervento di interior design ha seguito questa stessa logica, costruendo un filo conduttore attraverso materiali, finiture e arredi capaci di dialogare tra loro. Linee pulite, colori neutri, texture materiche e superfici pure definiscono un progetto che si colloca tra riferimenti più classici e un’estetica contemporanea.
Il fulcro della casa è rappresentato dalla lunga libreria nera a tutta altezza, progettata per trasformare un tramezzo strutturale non eliminabile in un elemento caratterizzante dell’abitazione. La libreria divide e allo stesso tempo connette la zona living e dining alla cucina, organizzando lo spazio senza creare una separazione netta. Al suo interno trova posto anche la porta Velaria di Rimadesio, inserita in un finto scrigno e realizzata con una finitura in vetro riflettente che contribuisce ad amplificare la luce e la percezione della continuità tra gli ambienti.
La zona giorno alterna volumi e materiali differenti. Il divano Fiocco di Flou, con le sue forme morbide e avvolgenti, introduce un elemento contemporaneo e materico, mentre il tavolo-scultura Clay di Desalto, in pietra lavica nera, diventa un punto focale della zona dining. La grande madia Self di Rimadesio combina invece frontali in vetro cannettato e top in marmo Noir Saint Laurent, introducendo un riferimento più classico all’interno della composizione. A contrastare la presenza degli arredi scuri, la vetrina Alambra di Rimadesio, completamente in vetro, reinterpreta in chiave contemporanea il concetto della tradizionale vetrina espositiva.
Anche le aree di passaggio diventano parte attiva del progetto. Nel corridoio, una nicchia viene trattata quasi come uno spazio museale: un fondale nero accoglie una scultura antropomorfica di Dario Panzica, collocata su un parallelepipedo specchiato. Il colore ottanio e le tonalità della terra presenti in questo spazio trovano continuità nella parete decorativa del bagno, visibile dall’esterno come un elemento pittorico capace di aprire nuove prospettive all’interno dell’abitazione.
Nella zona notte il linguaggio cambia leggermente. Le boiserie lasciano spazio a pareti lisce nella stessa tonalità, mettendo in risalto una quinta architettonica attorno alla quale si articola l’intera camera. L’elemento divisorio viene volutamente distaccato dagli altri volumi, creando una sensazione di leggerezza e quasi di sospensione.
Lo stesso principio guida la scelta degli arredi. Il letto Fluttua di Lago, con il suo pianale sospeso enfatizzato dall’illuminazione sottostante, diventa il protagonista dell’ambiente. Il tradizionale concetto di gruppo notte viene superato attraverso l’accostamento di elementi differenti: il comodino Hom di Lago con ripiano in vetro e il tavolino Pierre di Flou. Una poltroncina Carnaby di Twils, rivestita in velluto rasato, introduce una presenza morbida e discreta all’interno della stanza.
Il retro della quinta viene invece sfruttato come una piccola zona studio, trasformando un’area di passaggio in uno spazio funzionale e personale. Da qui si accede alla cabina armadio, realizzata con il sistema Cover di Rimadesio. La struttura, fissata a soffitto e pavimento, permette di organizzare gli elementi contenitivi sui montanti verticali e di integrare l’illuminazione a LED senza interrompere la continuità visiva. Anche in questo ambiente il vetro specchiato diventa parte del progetto percettivo: quando l’illuminazione interna è spenta i volumi riflettono lo spazio circostante, mentre con la luce accesa diventano trasparenti e lasciano intravedere il contenuto.
Casa Ippaso nasce così dalla collaborazione tra architettura e interior design e dall’idea di una casa concepita come un progetto unico. Non una semplice successione di ambienti, ma un insieme di spazi che comunicano tra loro attraverso materiali, colori, volumi e funzioni, costruendo un equilibrio coerente e profondamente legato al modo in cui i proprietari vivono la propria quotidianità.








































